giovedì 7 luglio 2011

Sul canone Rai



L’ente italico chiamato RAI, demandato dallo Stato per la diffusione via etere delle informazioni ai cittadini, dovrebbe essere in consonanza con i principi della Costituzione e cioè; che ciascuno ha il diritto di comunicare le proprie opinioni e ugualmente ricevere l’informazione liberamente; si tratta di un diritto per tutti, sancito da alcuni articoli della Magna Carta redatta nel quarant’otto e, da nessuna parte di tale Magna Carta nominata Costituzione, troviamo scritto che per ottenere informazione radiotelevisiva o con quant’altro marchingegno sia possibile mettere a disposizione del cittadino, sia richiesta una gabella, un contributo obbligatorio e quindi un “pizzo”, per avere appunto accesso all’informazione, per cui chiaramente il canone televisivo è un abuso bello e buono che dura da troppo tempo nel Belpaese; ma non solo, se è un diritto l'informazione, allora gli apparecchi televisivi, essendo ormai i principali mezzi di informazione, dovrebbero essere forniti da questo ente statale chiamato Rai, gratuitamente ai cittadini, almeno un apparecchio per ogni familia, magari individuando una categoria tra i più economici, seppoi qualcuno desidera un apparecchio televisore dell'ultima generazione, al plasma per esempio ecc.., allora se lo paga da sè naturalmente.

Niente di tutto questo purtroppo, ognuno deve provvedere ad aquistare il suo bravo televisore, per poter essere informato liberamente, ma peggio, ognuno deve pagare una ulteriore aliquota fissa annuale per un qualcosa che è già di sua proprietà; e il diritto dov'è??? Dov'è la Costituzione????? Tutto alle ortiche!!! E' già, quando si tratta di fagocitare denari ai cittadini, non c'è Costituzione che tenga.
Allora come deve essere denominata questa gabella; Canone Rai? Abbonamento televisivo? Tassa di possesso? Qui giocano sulla nominazione di questa gabella, ma in ogni caso pare anticostituzionale; ma parlando di abbonamento televisivo per esempio, solo la Rai pretende questo, eppure altri Enti fanno informazione televisiva gratis e quindi, molto più in consonanza con la Magna Carta del quarant'otto, ma allora gli altri Enti, a differenza della Rai, sono figli di un Dio minore? No, loro rispettano i dettami della Magna Carta.

A proposito di tassa di possesso, anche il bollo auto è tassa di possesso, allora per le automobili ad esempio, si deve pagare questa tassa per ogni mezzo che si possiede, mentre per il caso dei televisori, questa tassa funziona solo per il primo televisore che si possiede, per gli altri apparecchi televisivi che una familia eventualmente possiede, non è applicata questa gabella; ma allora fatemi capire, se si tratta di tassa di possesso, allora dovrebbe essere applicata per ogni apparecchio televisivo posseduto, come avviene per le automobili, viceversa se per quanto concerne la televisione, è sufficiente pagare per un solo televisore anche se una famiglia ne possiede più di uno, allora anche per le automobili, la tassa di possesso dovrebbe essere applicata col medesimo criterio, cioè per una auto sola, anche se una familia ne possiede più di una. Tutto questo non quadra ma.., c'è qualcosa che quadra in questo Paese?

C’e dell’altro; se tutta la serie di decreti legislativi che si sono avvicendati sulla scena politica italiota, atti a giustificare tale tassazione; prendono spunto, o meglio; traggono le loro mosse dalla famosa legge del millenovecentotrentotto, circa le radioaudizioni, dovrebbe essere messo in luce e considerato, che in tale anno ci si trovava in piena epoca fascista; e allora se è buona quella legge, perché non sono più buone le leggi razziali, risalenti sempre allo stesso anno?? Che dio c‘e ne scampi!!
Bisogna allora considerare, a fronte di tutto l’antifascismo declamato nel Belpaese da oltre mezzo secolo, che quando si tratta di estrapolare denari dalle saccocce dei cittadini italici, allora tutto sia lecito e che non ci sia più antifascismo che tenga?
Già ma; nel giugno del cinquantadue, un certo Scelba ha promulgato una legislazione che suona più o meno così; “reato di apologia di fascismo”.

Leggendo tale normativa non si può non rilevare la sua severità; l’articolo quattro per esempio, condanna chi adotta metodi e principi fascisti ecc. ecc. ; ma allora la Rai che ha adottato una legge fascista per farsi pagare l’insano canone, non è forse perseguibile in base al reato di apologia di fascismo?
Sorvolando momentaneamente su questa cosa qui, resta comunque il fatto che la Rai con il suo canone, viola la attuale Costituzione, nella quale è sancito che l’informazione è un diritto e non; che è un diritto, previo il pagamento di una tariffa.

I lorsignori della Rai quindi, sono colpevoli su due fronti; primo; apologia di fascismo, in quanto hanno adottato una legge fascista;
Secondo; anche se hanno trasformato tale legge con modifiche varie, fino a farla diventare tassa di possesso; violano comunque la Costituzione, che non decreta da nessuna parte, la richiesta di una aliquota in soldi, per accedere all’informazione pubblica; tutt’altro; sancisce che l‘informazione sia un diritto.
Per finire; il canone Rai, non solo è illegittimo, ma anche un reato, che sarebbe ora e tempo di punire.

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